Studio Psicologia Psicoterapia

Dr. Giacinto Marco Rondelli

Follia

 

Questi pensieri sulla follia sono stati scritti da una carissima persona che mi ha dato il suo consenso a pubblicarlo, ovviamente in forma anonima.

I versi raccontano della forte attrazione, ed allo stesso tempo, repulsione nei confronti della follia.

Moltissimi artisti, scrittori, pittori, musicisti, filosofi, si sono occupati di questo tema così importante per l’essere umano.

La follia o pazzia nel pensare comune, rappresenta la perdita della propria coscienza, del proprio essere, della propria identità. È immaginata come una totale perdita del controllo e di se stessi. È un viaggio in un mondo parallelo ed immaginario e non reale, che frantuma i legami con la ragione, la razionalità.

È davvero così? La follia rappresenta un luogo dove le classiche leggi della fisica e della realtà non funzionano? Una persona folle soffre o ha smesso di soffrire?

Ci sarebbe moltissimo da dire affrontando l’argomento follia, però mi piace l’idea di lasciare in sospeso così al limite fra il senso ed il non senso questo articolo.

 

 

Follia devi comunque muoverti entro controllate recinzioni.

Desidero acchiapparti e annusarti fino a bruciare narici e senso dell’odore. Esplorare ogni virgola della tua pelle viva e godere oltre il semplice orgasmo.

Trattengo tutto di me, pure l’attenzione e divento sottile come una prima luna.

Voglio che vivi quello che a me sta facendo vulcanicamente impazzire.

Tieniti lontana Follia, vai altrove e mordi altri spasimanti. Io non posso reggerti e coccolarti, non posso accarezzare le tue cosce lattee e divaricarle per poi entrarti dentro fino ad ottenere una fissione nucleare.

Non mostrarti autentica e sublime, così ferisci la mia normalità che io rappresento.

Non riesco a leggerti come vorrei o forse non posso. Sarebbe un disastro, ne vale la pena?

Mi corrodo come un ferro dimenticato all’aperto. I tuoi occhi folli mi giudicano severi e implacabili.

Non c’è alcuna storia che può essere scritta e tramandata. I posteri non leggerebbero a chiare lettere della liquida passione che ci lega.

Ti ho studiato per anni etichettandoti come il resto delle cose nel mondo.

Avevi trovato una tua nicchia, eri ben comoda nel reparto della F. Non hai fatto altro che muoverti dentro il tuo territorio che ben conosci e ti appartiene. Ero io l’ospite che portavo vino e leccornie per banchetti.

C’era un delicato istinto di condivisione, niente di più.  Il resto l’ho generato io, ho iniziato a definire nuove narrazioni del tuo aspetto, a richiamare stuzzicanti interessamenti per il tuo concetto di eleganza.

Ho intuito pensieri e desideri oltre l’iride dei tuoi grandi occhi.

Non ho deciso se tornare indietro sui miei passi e cancellare le orme che dirigevano profonde verso di te.

Vorrei non guardarti e arricchirti di significato, vorrei che fossi nella mia mente come ci sta un concetto di tavolo o di un motore.

 

 

 

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Giacinto Marco Rondelli

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Dr. Giacinto Marco Rondelli - Psicologo Psicoterapeuta

Agrigento. Studio: Via Esseneto 64

Tel.: 3291144238. Mail: rondelli@psicologoagrigento.it

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