Studio Psicologia Psicoterapia

Dr. Giacinto Marco Rondelli

L'ansia è una nemica da abbattere?

 

Nell’articolo precedente L’omino dell’ansia, ho raccontato di questa figura presente in noi che, quando prende il sopravvento, domina fin troppo la nostra vita.

A questo punto, è importante cercare di capire chi sia questo omino dell’ansia e soprattutto cosa vuole da noi. La tendenza generale, anche per quanto riguarda la tipologia di interventi degli specialisti del settore, come psicologi, psichiatri e professioni olistiche, è quella di considerare l’omino dell’ansia e l’ansia come nemici da combattere, abbattere, evitare, allontanare, sciogliere. Dunque, vengono visti quasi come dei corpi estranei che si insinuano nella mente e nel corpo della vittima avvolgendola di Ansia, una sostanza velenosa e tossica. Devo ammettere che anche io per anni ho seguito questa corrente di pensiero. Indossavo divisa mimetica, elmetto ed armi di ogni tipo ed andavo sul fronte di guerra assieme al cliente per cercare di annientare o rendere inoffensivo questo odiato omino dell’ansia. La battaglia era davvero tosta e frustrante. A volte si arrivava al punto paradossale che veniva ancora più ansia a pensare di dover continuare a combattere l’ansia. Durante le tregue e l’esperienza ho riflettuto parecchio ponendomi molte domande del tipo: è necessaria questa battaglia? Perché è così resistente? Chi è questo omino dell’ansia? Perché è così presente e fastidioso? Vuole effettivamente fare guerra? Cosa chiede, cosa vuole? Da dove viene?

Ebbene, le risposte che via via mi arrivavano erano per certi aspetti ovvie e allo stesso tempo sconvolgenti. Non c’era nessun nemico da abbattere. Quell’omino dell’ansia così feroce e sanguinario non era altro che una parte stessa della persona che spaventata, chiedeva soltanto di essere aiutata, ascoltata, supportata. Dunque, non c’è nulla di estraneo, niente sostanze tossiche, nemici o perversi sciacalli. L’ansia, prima rappresentata come un leone feroce o come un terrorista, adesso diventa un indifeso agnellino o un bambino smarrito o ancora, una vecchietta impaurita.

Per rendere ancora meglio l’idea, pongo alcune domande. Se ci fosse un bambino che racconta di avere delle paure e preoccupazioni, che si fa? Si fa in modo di tranquillizzarlo, rassicurarlo e accompagnarlo al superamento di queste paure, oppure si fa in modo di allontanarlo, di evitarlo o addirittura combatterlo?

Ovviamente la risposta più adeguata è quella di prendersene cura. Non è facile lo ammetto; ci vuole pazienza, una bella dose di forza, coraggio, autorevolezza e altro. Quali risultati si ottengono? L’omino dell’ansia si tranquillizzerà sempre di più perché ha dentro di sé una parte che lo rassicura e lo accompagna nella crescita e la persona in generale, acquisterà più sicurezza e capacità nel prendersi cura di se stessa e degli altri.

Quindi giù le armi e pronti a partire verso un percorso di pace e ricostruzione.

 

 

 

 

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Giacinto Marco Rondelli

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Dr. Giacinto Marco Rondelli - Psicologo Psicoterapeuta

Agrigento. Studio: Via Esseneto 64

Tel.: 3291144238. Mail: rondelli@psicologoagrigento.it

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