Studio Psicologia Psicoterapia

Dr. Giacinto Marco Rondelli

Tutti fanno cose. Io non riesco a muovermi

 

Devo ammetterlo, anche io ci sono passato e non è una bella sensazione. Vedi tutto il resto del mondo brillante, scatenato, che sa fare cose, che parla e comunica alla grande e senza nessun problema di timidezza o riservatezza. Io di contro, mi sento impacciato, completamente svuotato di contenuti, sono fermo immobile nella mia vita di sempre e tutto ciò è terribile.

Come fanno gli altri ad avere questa marcia in più? Cosa hanno più di me? Perché io sono paralizzato nel tormento interiore? Tutti sembrano dei grandiosi manager di se stessi. Hanno la battuta pronta, sono sempre organizzati per fare cose e sono sempre circondati da un sacco di persone. Quando mi capita di parlare con qualcuno di loro, mi travolgono con la loro fame relazionale; mi regalano qualche manciata di minuti del loro tempo per sondare a che punto è arrivato il mio senso di fallimento. Poi scappano perché hanno sempre qualcosa di straordinario da fare.

Come posso anche lontanamente essere come loro? Esiste per caso una ricetta, un tipo di alimentazione da seguire per essere anche io una di quelle persone che fanno cose? C’è un corso specifico o un master da seguire?

Davvero, mi sono posto queste e tante altre domande. Ad un certo punto, iniziavo a notare che più riflettevo sulla questione, più si intensificava il mio disagio e idea di immobilità nei confronti del mondo. Sempre più terrificante e frustrante. Mi sono sentito risucchiare in una crisi nera e apparentemente senza vie d’uscita.

Un bel giorno, mi è arrivata una mezza risposta come un forte schiaffo con lo scroscio e senza avviso. La mia mente ha messo un po’ tutta la faccenda in discussione. Probabilmente, il mio blocco era dovuto al fatto che mi focalizzavo sugli altri piuttosto che su me stesso. Ho iniziato a chiedermi: se non inseguo gli altri, chi devo inseguire? Gli altri inseguono altri ancora o qualcos’altro? Alla fine, l’obiettivo della mia esistenza è quello di vivere come la vivono gli altri? Chi sono io davvero e cosa mi piacerebbe fare? Quali sono gli obiettivi che mi appartengono e che voglio raggiungere?

Ebbene, questo semplice spostamento d’inquadratura e zoom prima rivolto agli altri e poi indirizzato a me, mi ha dato la possibilità di osservare che le cose erano un po’ diverse da come erano apparse. Con la vecchia visione era ovvio che io vedessi tutti con le Ferrari ed io in bicicletta; quello che mi faceva letteralmente impazzire era il fatto di non sapere dove fosse il traguardo e di non riuscire neanche a classificarmi. Quello che cercavo era un passaggio, salire su un bolide e farmi accompagnare. Ma dove? Nei progetti e nelle vite degli altri. Dunque, ho preso la mia bella bici e ho iniziato a spolverarla, a togliere la ruggine e ad oliare la catena, ho imbottito il sellino per stare più comodo, ho comprato dei copertoni nuovi e l’ho riverniciata tutta con i colori che mi piacciono.

Oggi la mia bicicletta è sempre più forte e resistente. Posso andare dovunque e senza tanti problemi. Ho gli strumenti per ripararla e per ripartire. I miti che avevo costruito, ora sono persone normali e le Ferrari si sono trasformate in altri normali mezzi di trasporto. Adesso, quando mi capita di parlare con qualcuno di loro, mi domandano e vogliono sapere come ho fatto a costruire una bici così bella.

 

 

 

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Giacinto Marco Rondelli

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Dr. Giacinto Marco Rondelli - Psicologo Psicoterapeuta

Agrigento. Studio: Via Esseneto 64

Tel.: 3291144238. Mail: rondelli@psicologoagrigento.it

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