Volto di Giacinto Marco Rondelli, Psicologo Psicoterapeuta AgrigentoPsicologia Psicoterapia Agrigento

Giacinto Marco Rondelli

Gli eventi stressanti

 

Per eventi stressanti si intendono degli accadimenti, delle cause, degli agenti nocivi in grado di indurre lo stress. Se esiste lo stress, dunque, devono esistere anche gli agenti, le cause lo hanno determinato. La letteratura sull’argomento ha individuato quattro tipi di enti stressanti o stressors:

1) gli eventi cataclismatici

2) gli eventi di vita

3) i problemi quotidiani

4) gli stressors ambientali

Gli eventi cataclismatici sono generalmente considerati eventi unici, improvvisi, sui quali la persona ha scarso o nessun controllo. Essi non influenzano solo la vita del singolo individuo, ma hanno ripercussioni sull’intera comunità e richiedono al soggetto notevoli risorse e capacità adattive. Solitamente vengono fatti rientrare in questa categoria sia i disastri ambientali (per esempio terremoti, inondazioni, ecc.), sia quelli tecnologici (per esempio fughe di radioattività dalle centrali nucleari).

Gli eventi di vita sono quegli eventi che accadono alla persona nella propria esistenza, richiedendo risposte adattive personali e sociali meno pervasive rispetto agli eventi cataclismatici, poiché spesso coinvolgono il singolo e non la comunità. Solitamente gli eventi di vita hanno una collocazione precisa nel tempo e includono eventi discreti come il matrimonio, il divorzio, la perdita di una persona cara, la carcerazione, la perdita del lavoro, la nascita di un figlio e così via. I problemi quotidiani, definiti come “le richieste irritanti, frustranti che in una certa misura caratterizzano la transazione quotidiana con l’ambiente”, si differenziano dalle altre categorie di eventi stressanti per il fatto di essere stabili, ripetitivi,

tendenzialmente cronici e molto comuni nella vita quotidiana.

Anche se non hanno il carattere di urgenza degli eventi cataclismatici, i problemi quotidiani richiedono comunque anch’essi risorse di adattamento. Rientrano in questa categoria i problemi lavorativi, i conflitti con la persona amata, le incomprensioni con gli amici, le discussioni familiari.

Lo studioso Campbell, con il costrutto di “stressors ambientali”, ha proposto un quarta categoria, distinguendola dai problemi quotidiani. Si tratta di “condizioni dell’ambiente croniche, globali – inquinamento, rumore, affollamento – che, in senso generale, rappresentano stimolazioni disturbanti, e che, come stressors, ci pongono delle richieste di adattamento o di coping”.

 

Gli eventi stressanti, sinora citati, sono stati anche classificati seguendo le indicazioni della quarta edizione  del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV, 1996) dell’American Psychiatric Association. La gravità degli eventi va da “zero”, dove non vi è nessun evento o situazione stressante, a “sei” dove l’intensità è catastrofica. L’interruzione di un legame sentimentale, il cambiamento di scuola, un ambiente di vita sovraffollato e discussioni in famiglia, sono considerati come  eventi stressanti lievi (2).

L’espulsione scolastica, la nascita di un fratellino, la malattia invalidante di un genitore e il conflitto cronico tra i genitori, di tipo moderati (3). Gli eventi stressanti gravi (4) sono un divorzio dei genitori, una gravidanza non voluta, uno stato di arresto, una malattia con pericolo di vita per un genitore, nonché numerosi cambi di famiglia affidataria. Sono considerati eventi stressanti estremi (5)  la violenza sessuale o fisica soprattutto se ripetuta o la morte di un genitore. Infine, sono considerati eventi stressanti catastrofici (6) la morte di entrambi i genitori, guerre e catastrofi naturali.

 

Gli stressors, dunque, possono avere varie forme, ma assumono valore come potenzialità stressogene se vengono presi in considerazione determinate caratteristiche quali l’intensità, la durata e la valutazione soggettiva dell’evento.

Inizialmente, l’interesse dei ricercatori era focalizzato sugli stressors di forte intensità, cioè quegli avvenimenti che presentano caratteristiche critiche e traumatiche per la loro intensità. All’analisi degli eventi di tipo straordinario, si è aggiunta l’analisi di avvenimenti presenti quotidianamente, di condizioni abituali di vita che, comunque, agiscono in maniera continuativa sullo stato di attivazione  del soggetto.

Numerosi autori hanno sottolineato che gli avvenimenti quotidiani e ripetitivi possono rivestire un ruolo maggiore nel provocare malattie rispetto a episodi più intensi ma relativamente rari; può, dunque verificarsi che l’organismo reagisca a stimoli di lieve entità in maniera sproporzionata, come se fosse in presenza di situazioni altamente pericolose e dannose alla sua sopravvivenza individuale e di gruppo.

Le potenzialità stressogene di un evento stressante, assumono valore solo in seguito alle valutazioni che i soggetti danno dell’evento stesso, cioè in base alla condizione soggettiva con cui l’evento viene vissuto e dal significato che l’avvenimento ha per ciascuno individuo.

Valutazioni, modi di fronteggiare gli eventi, reazioni difensive cognitive ed emozionali, supporto sociale, atteggiamenti e comportamenti, impotenza, predisposizione genetica, contesto, sono solo alcune possibili condizioni che possono influenzare le risposte dell’individuo agli stimoli stressanti, assumendo quindi valore probabilistico più che deterministico.

 

Bibliografia

- Lazarus R. S., I piccoli fastidi possono essere un pericolo per la salute, in “Psicologia Contemporanea”,  1984, 11, 65, pp. 36-41

- American Psychiatric Association (APA), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, 4° Edizione (DSM-IV), Masson, Milano 1996

- Kanner A. D., Coyne J. C., Schaefer C., Lazarus R. S., Comparison of two models of stress measurement: daily hassles and uplifts versus major life events, in “Journal of Behavioral Medicine”, 4, 1981, pp. 1-39

- Lazarus R. S., Cohen J., Environmental stress, in Wohlwill J., Altman I. (a cura di), Human behavior and envirnment, Plenum Press, New York 1977

- Baum A., Singer J. E., Baum C. S., Stress and the environment, in Evans G. W. (a cura di),  Environmental stress, Cambridge University Press, New York 1982

- Campbell J., Ambient stressors, in “Environment and Behavior”, 1983, 15, pp. 355-380

- Di Nuovo S., Rispoli L., Genta E., Misurare lo stress, Franco Angeli, Milano 2000

 

 

Giacinto Marco Rondelli

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Dr. Giacinto Marco Rondelli - Psicologo Psicoterapeuta

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