Volto di Giacinto Marco Rondelli, Psicologo Psicoterapeuta AgrigentoStudio Psicologia Psicoterapia

Dr. Giacinto Marco Rondelli

Studio Psicologia Psicoterapia. Dr. Giacinto Marco Rondelli. Ansia da prestazione

La sessualità femminile per Freud

 

Nell’opera scritta da Sigmund Freud “Tre saggi sulla sessualità” nel 1905, ho voluto estrapolare un passaggio molto interessante che descrive lo sviluppo della sessualità e della libido femminile. La pubblicazione di questi saggi, visti i tempi (i primi del 1900), destò molto scalpore e scandalo, ma allo stesso tempo, parecchia curiosità nel mondo scientifico rispetto a nuovi modi di vedere e studiare i disturbi nevrotici ed isterici. Freud suddivise questo lavoro in tre parti, la prima intitolandola “Le aberrazioni sessuali”, la seconda “La sessualità infantile” e la terza “Le trasformazioni della pubertà”. Oggi, la maggiore critica rivolta all’impianto teorico di Freud è che non risulta possibile verificare o falsificare a livello scientifico ciò che asserisce nelle sue opere. Rimane comunque indiscusso il fatto che abbia elaborato una teoria molto affascinante della vita psichica.

Il seguente scritto si trova all’interno del terzo saggio “Le trasformazioni della pubertà”, nel capitolo che affronta “la differenziazione tra uomini e donne”. Ovviamente, si tratta di una parte dell’elaborazione complessa che Freud sviluppò sulla sessualità femminile.

“ […] Le emissioni spontanee dell’eccitamento sessuale che tanto spesso avvengono proprio nelle ragazze si manifestano con spasmi della clitoride. Le frequenti erezioni di tale organo consentono alle ragazze di formarsi una giusta idea, senza alcun insegnamento, delle manifestazioni sessuali dell’altro sesso: esse non fanno altro che trasferire sui ragazzi le sensazioni derivate dai propri processi sessuali. Se vogliamo capire allora come una ragazza si trasformi in donna, dobbiamo seguire le ulteriori vicende di questa eccitabilità della clitoride. La pubertà, che porta con sé un sì grande aumento di libido nei ragazzi, è caratterizzata nelle ragazze da una nuova ondata di rimozione, che si abbatte proprio sulla sessualità clitoridea. Ciò che viene così colpito dalla rimozione è una parte della sessualità maschile. L’ulteriore pressione del freno sulla sessualità determinata dalla rimozione puberale nelle donne, negli uomini serve da stimolo alla libido aumentandone l’attività. Accanto a questo accrescimento di libido c’è anche un aumento della sopravvalutazione sessuale che appare allora in tutta la sua forza di fronte alla donna che si trattiene e nega la sua sessualità. Quando infine è permesso l’atto sessuale, la clitoride eccitata conserva ancora una funzione: il compito, cioè, di trasmettere l’eccitazione alle adiacenti parti sessuali femminili, proprio come, per fare un esempio, si deve appiccare il fuoco ai trucioli di pino se si vuole far ardere un ceppo più duro. Prima che questa traslazione si compia, deve spesso trascorrere un certo lasso di tempo, durante il quale la giovane donna è frigida. Tale frigidità può diventare permanente se la zona clitoridea si rifiuta di abbandonare la sua eccitabilità, e a questa possibilità la strada è spianata proprio da un’intensa attività di quella zona nell’infanzia. La frigidità nelle donne, come è noto, spesso è solo apparente e locale. Esse sono frigide per quanto concerne l’orifizio vaginale ma non sono affatto incapaci di eccitamento in quando nasca dalla clitoride o anche da altre zone. Accanto a questi determinati erogeni della frigidità, dobbiamo porre anche i determinanti psichici i quali sorgono anche essi dalla rimozione.

Quando la donna riesce a trasferire la suscettibilità erogena alla stimolazione dalla clitoride all’orifizio vaginale, vuol dire che ha scelto una nuova zona principale per gli scopi della sua futura attività sessuale. La zona principale dell’uomo, invece, resta immutata dall’infanzia. Il fatto che le donne cambino in tal modo la zona erogena principale, insieme con l’ondata di rimozione della pubertà, che, per così dire, accantona la loro mascolinità infantile, sono i determinanti principali della maggiore propensione delle donne alla nevrosi e particolarmente all’isterismo. Questi determinanti, quindi sono intimamente connessi all’essenza della femminilità.”

S. Freud, Tre saggi sulla sessualità, Newton Compton Editori, Roma 1996 (pg.80-82)

 

 

 

 

P.S. L’intento di questo articolo come del resto di tutti gli altri, è quello di fare conoscere e/o approfondire argomenti di varia natura. Queste informazioni hanno soltanto uno scopo illustrativo e non sono utili per fare auto-diagnosi. Molte altre informazioni su questo tema, come su altri, sono volutamente omesse perché specifiche di una analisi dettagliata che possono attuare soltanto i professionisti del settore.

 

 

 

Giacinto Marco Rondelli

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